Il nostro 2020, nonostante tutto#Compiteatro, il teatro in quarantena

Il nostro 2020, nonostante tutto

Teatri chiusi da fine febbraio – salvo una breve parentesi estiva -, ma non vuol dire necessariamente che in tutto quest’anno non si sia fatto nulla. Anzi.
Nonostante le difficoltà (tante, proprio tante) siamo riusciti comunque a fare diverse cose belle.
Facciamo un riassunto delle cose belle che abbiamo fatto nel 2020, nonostante i teatri chiusi e i disagi dovuti al Covid. Perché nonostante tutto in quest’anno che è appena passato sentiamo di essere cresciuti tanto, in teatro e fuori dal teatro.

LA STANZA DEI GIOCHI


La stanza dei giochi è lo spettacolo con il quale nel 2014 abbiamo vinto il Premio Scenario Infanzia e che ha continuato a girare in tournée fino a febbraio 2020.
Già da qualche tempo avevamo deciso che questo sarebbe stato l’ultimo anno e poi lo spettacolo sarebbe andato in pensione, ma davamo per scontato che avremmo deciso noi come e quando avremmo fatto l’ultima replica.

L’ultima replica doveva essere l’8 marzo in un posto molto bello, il Circolo Carichi Sospesi di Padova, poi è successo quello che sappiamo: teatri chiusi da fine febbraio. E allora l’ultima replica è stata quella che non ci saremmo aspettati: il 14 febbraio al Teatro Sala Bozzo di Bogliasco, un paesino alle porte di Genova.
Dopo 6 anni a portare lo spettacolo in giro su e giù per l’Italia e non solo (sul serio su e giù: da Bari a Trento), l’ultima replica de La stanza dei giochi è stata finalmente vicino a casa, nel territorio dove viviamo (e dove ahimé in genere non lavoriamo molto).

Quando fai uno spettacolo per tante volte e per tanti anni di fila, a volte capita di perdere per strada un po’ di intensità, di profondità.
Succede, è umano. È successo pure a noi, in qualche replica.
Il 14 febbraio no. Non lo diciamo ora a posteriori, lo abbiamo detto subito quella sera stessa, una volta terminata la replica. Forse complice il sapere tutti che non ce ne sarebbero state comunque più molte, abbiamo tutti cercato di fare del nostro meglio. Si è creata un’intesa particolare sia con i bambini che abbiamo incontrato la mattina, sia con gli adulti che abbiamo incontrato la sera. Dieci giorni dopo la replica, teatri chiusi. La stanza dei giochi ha concluso così il suo percorso di vita, in modo inaspettato.

Quando abbiamo creato lo spettacolo avevamo una cosa in testa: raccontare la guerra dei bambini per raccontare la guerra di noi adulti, quella che facciamo tutti i giorni nelle nostre relazioni, e di quanto siamo infantili nel crederci grandi.
Inaspettato era già lo spettacolo in sé, inaspettata la vittoria al Premio Scenario e le belle tournée che sono arrivate negli anni a seguire, inaspettata forse è proprio ScenaMadre come realtà teatrale.
Dunque forse va bene così, non ci poteva essere una conclusione diversa.

 

LABORATORI TEATRALI


A febbraio 2020 abbiamo interrotto tutti i nostri laboratori e corsi di teatro a Chiavari: il laboratorio di teatro per bambini, il laboratorio di teatro per ragazzi e quello per adulti.
Teatri chiusi, corsi di teatro interrotti.
Fermi tutti.

Abbiamo ripreso a luglio, con dei laboratori di teatro all’aperto, un po’ a Chiavari e un po’ a Lavagna: una situazione sicuramente inedita. Con i ragazzi del laboratorio di teatro per adolescenti non avevamo obiettivi né appuntamenti, semplicemente abbiamo avvertito la loro necessità di riprendere un’attività dal vivo dopo tanti mesi in cui ogni relazione era stata mediata da uno schermo, dalla distanza. Abbiamo ricominciato per il semplice piacere di incontrarci, di fare teatro insieme.
Con il laboratorio di teatro per adulti avevamo invece un appuntamento da rispettare con l’Andersen Festival di Sestri Levante che aveva già messo in calendario il nostro spettacolo.
In condizioni normali, avremmo iniziato a lavorare sullo spettacolo già da diversi mesi. Questa volta abbiamo dovuto correre, con soli due mesi a disposizione.

ANDERSEN FESTIVAL


Dicevamo, l’Andersen Festival di Sestri Levante è un festival internazionale sempre più apprezzato e riconosciuto; per noi sta diventando un piacevolissimo appuntamento fisso. È infatti dal 2018 che siamo ospiti della rassegna con lo spettacolo del nostro laboratorio teatrale per adulti:

    • Nel 2018 abbiamo portato Mequalin, immaginando le conseguenze di un avveniristico farmaco capace di cancellare i ricordi indesiderati. Come cambierebbero le nostre vite se funzionasse davvero? Saremmo più efficienti, più spensierati… più felici?
    • Nel 2019 abbiamo presentato C.C. Coscienza Collettiva, per ragionare sulle mille contraddizioni di una società iperconnessa e allo stesso tempo sempre più solitaria, nella quale siamo tutti costantemente sotto i riflettori della rete, tutti regolarmente aggiornati su cosa fanno gli altri e impegnati a far sapere al mondo cosa stiamo facendo noi. Ma siamo davvero noi quelli sullo schermo?
    • Quest’anno siamo andati in scena con SPOOKY, una riflessione ironica sul concetto di Dio: come ce lo immaginiamo e quali sono le domande che vorremmo porgli, se solo avessimo il suo numero di telefono.


Siamo andati in scena all’Andersen a inizio settembre, e pochi giorni dopo abbiamo riproposto il nostro teatro a Cicagna, ospiti di Yogacara, un piccolo centro olistico in mezzo al verde. In entrambe le occasioni c’è stato mooooolto più pubblico di quello che ci aspettavamo; per buona parte (specie a Yogacara) pubblico nuovo, né amici né parenti degli attori in scena, ma semplicemente persone interessate che non avevano mai visto un nostro lavoro.⁣

“Ah, ma noi non pensavamo che il teatro fosse una cosa così divertente!” hanno commentato i ragazzi di una squadra locale di calcetto, totalmente digiuni di teatro: è stato un complimento bellissimo, una prova del fatto che il teatro ha lasciato un segno nel cuore di qualcuno e che abbiamo un pochino scardinato il preconcetto teatro=noia, purtroppo ancora molto radicato.
Chi aveva già visto la prima replica dello spettacolo ad Andersen Festival ha apprezzato i cambiamenti e le scene nuove, ci ha confermato che in effetti alcune migliorie erano necessarie per rendere tutto più chiaro e scorrevole.⁣ Ha ragione chi dice che non bisognerebbe mai andare a vedere la prima rappresentazione di uno spettacolo ma una replica successiva, per lasciare il tempo di correggersi, di amalgamare meglio il tutto.⁣

 

TRE


TRE
è il nostro nuovo spettacolo.
In piena pandemia, con i teatri chiusi e le prospettive più nere, ci sono arrivate alcune ottime notizie che si sono concretizzate in alcuni appuntamenti bellissimi per l’estate.

1) VIMERCATE RAGAZZI FESTIVAL

Partiamo dal primo, il Festival Vimercate Ragazzi, una delle vetrine più importanti per le nuove produzioni di teatro per ragazzi. Quando è uscito il bando, la discussione per decidere se candidarsi si è svolta più o meno così:

Che facciamo, proviamo? Non vale la pena.
– Anche secondo me, non ci prenderanno mai.
– Infatti. Il nostro spettacolo non va bene, è troppo… cioè, troppo….
– È troppo poco…. cioè , non abbastanza….
– Vabbé, ci siamo capiti. Lasciamo stare.
– Giusto, lasciamo stare.

Poi non si è capito bene perché, ma ci abbiamo provato. E siamo stati selezionati.
La verità? La verità è che siamo arrivati al Festival con tanti, tanti timori.
Il timore di giocarci male una possibilità importante. Il Festival di Vimercate è frequentato da moltissimi addetti ai lavori, direttori di teatri e festival che proprio durante questi grandi appuntamenti  scelgono gli spettacoli da invitare nei loro cartelloni. Se ti va male in un festival così… sono cavoli amari, e parliamo per esperienza. 

E invece. Invece BINGO. Il pubblico ha partecipato e riso tantissimo,  ed è arrivata una prima recensione positiva. Se vuoi leggerla la trovi qui.

 

2) PREMIO MUSEO CERVI – FESTIVAL TEATRALE DI RESISTENZA

Quando abbiamo iniziato a fare questo lavoro, c’era un festival a cui guardavamo con tanta attenzione, domandandoci se mai saremmo riusciti a fare uno spettacolo abbastanza meritevole di quel palco. Era il Festival Teatrale di Resistenza, un premio importante non soltanto a livello teatrale ma anche sociale e civile: il Museo Cervi che lo organizza è anche custode della storia di una famiglia, quella dei fratelli Cervi, che ha pagato con la vita l’adesione alla Resistenza.
TRE, il nostro spettacolo, è stato selezionato per il festival della scorsa estate. Per noi è stato un onore poterci essere, poter raccontare la nostra “resistenza”: resistenza all’appiattimento culturale e alla superficialità; lo abbiamo spiegato bene in una intervista che ci hanno fatto pochi giorni prima di andare in scena.

Nel teatro ogni replica è diversa, la buona riuscita di quella precedente non ti promette niente per quella successiva. Ogni volta si riparte da capo, ogni volta ha le sue sfide, ogni volta va ricostruita un’atmosfera, una giusta tensione, una relazione con il pubblico. Quella al Festival teatrale di Resistenza è stata una replica sognata per anni, fortemente voluta. La realizzazione è stata complicata (abbiamo dovuto rivedere diverse scene in ottica distanziamento), ma ci ha insegnato tante cose su di noi e sullo spettacolo.
E non si impara mai abbastanza, da questo mestiere.

Samo rimasti stupiti, tanto, quando pochi giorni dopo ci hanno chiamato per dirci che avevamo vinto il secondo premio della giuria tecnica.

 

3) KILOWATT FESTIVAL

Noi a Kilowatt Festival c’eravamo già stati anni fa con La stanza dei giochi, ma nella stagione invernale per famiglie, decisamente più piccola del grande festival estivo che ogni anni accoglie alcuni tra i migliori artisti del panorama teatrale italiano e internazionale. C’eravamo detti:

“Pensa che bello sarebbe essere tra gli ospiti della rassegna estiva, quella grande dove ci sono un sacco di ospiti importanti e un sacco di gente”.
“Sì, e pensa quanta minestra abbiamo ancora da mangiare, prima di arrivarci”.

Premesso che di minestra abbiamo ancora da mangiarne a camionate, TRE è stato selezionato per il festival nella sezione Visionari, 9 spettacoli (su 370 e passa candidati) scelti da un comitato di cittadini appassionati di teatro. Siamo stati ospiti di un festival bellissimo e importante, organizzato alla perfezione, con uno staff tecnico e organizzativo meraviglioso. E il mattino successivo al nostro spettacolo abbiamo incontrato i cittadini che ci avevano scelto, i Visionari. Abbiamo ascoltato i loro punti di vista, le loro opinioni sullo spettacolo.

Last but not least, l’ultima replica estiva l’abbiamo fatta ad Albenga, ospiti di Kronoteatro e della loro rassegna estiva per ragazzi. I Krono sono amici di lunga data con cui condividiamo l’essere compagnie piccole e testarde, impegnate a lavorare sul teatro contemporaneo in un territorio particolare come quello ligure. A vederci sono arrivati altri colleghi che stimiamo tantissimo, i toscani di Geometria delle Nuvole.

Tutti questi appuntamenti ci hanno fruttato diverse recensioni positive, che abbiamo raccolto in una pagina dedicata alla rassegna stampa.
Certo, grazie al Covid abbiamo più recensioni che repliche effettivamente svolte. Ma siamo fiduciosi per il 2021.

 

FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE

Già lo scorso anno eravamo stati tra i protagonisti del Festival della Comunicazione di Camogli, nella sezione dedicata ai più piccoli.
Nel 2020 la collaborazione è stata confermata: abbiamo proposto dei laboratori di teatro per bambini. Così, mentre i grandi ascoltavano conferenze e incontri, anche i piccoli imparavano tante cose nuove, ma in un altro modo: attraverso il corpo e la voce, l’immaginazione e la collaborazione.
Ovviamente le regole di distanziamento dettate dal Covid ci hanno costretto a ripensare i giochi e le attività da proporre. Ma la necessità aguzza l’ingegno, e abbiamo trovato soluzioni alternative ugualmente efficaci. Forse pure un po’ poetiche, pensa te.

 

L’AUTUNNO

In autunno abbiamo ripreso i laboratori e corsi di teatro a Chiavari e nel Tigullio – il territorio dove viviamo -, con tutte le incognite dovute alla situazione sanitaria: teatri chiusi, laboratori un giorno consentiti, un giorno sospesi.
Siamo contenti di essere finalmente riusciti a mettere in piedi un laboratorio di teatro per ragazzi delle scuole superiori, oltre a quelli già esistenti per i bambini di scuola primaria, per i ragazzi di scuola media e per gli adulti.

Per il 2021 le speranze e i progetti sono tanti.
Speriamo che la situazione migliori.
Speriamo di poter continuare a fare teatro, perché crediamo che il teatro e l’arte in generale siano necessarie come il pane.


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#Compiteatro, il teatro in quarantena

Teatro in quarantena, si può fare?
Lanciamo oggi una nuova iniziativa, i #compiteatro, che porteremo avanti per una ventina di giorni.

#Compiteatro è una palestra di scrittura teatrale e di scrittura creativa in generale.
Per dare un senso a questi giorni di quarantena, per mettere nero su bianco il groviglio di emozioni e sensazioni che proviamo a cui non è sempre facile dare un nome, una forma.

Proviamoci, a inventarci dei modi per esprimerci e comunicare, pur stando a distanza.
Proviamoci, a fare teatro in quarantena.

Bastano un foglio e una penna.
O lo schermo vuoto di un pc.

Tutti i giorni un esercizio: i vari esercizi vengono via via raccolti in una pagina dedicata, in modo che chi resta indietro possa sempre recuperarli.
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E ovviamente si può passare parola dell’iniziativa.